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Congiuntura Flash novembre 2018

I dati di commercio mondiale segnalano debole crescita in agosto (+0,2%), ma il PMI globale ordini esteri è sceso sotto la soglia di espansione in settembre e ottobre. Le tensioni commerciali internazionali restano un freno agli scambi e tengono alta l’incertezza.

Dopo la stagnazione del PIL nel 3° trimestre, è attesa crescita debole nel 4°. Gli indicatori non mostrano un’inversione di tendenza. La produzione industriale recupera appena (+0,1% in ottobre, stima CSC; -0,1% nel 3° trimestre); la fiducia delle imprese peggiora, specie nel manifatturiero, con il calo degli ordini interni; associato all’accumulo di scorte, ciò annuncia domanda debole; giudizi più negativi anche nel PMI.

Tra le famiglie la fiducia è stabile.

Nuovo calo dell’export italiano in settembre, che annulla il rimbalzo di agosto. Nel 3° trimestre, quindi, le vendite sono rimaste invariate. Ciò risulta da un calo nei mercati extra-UE e un aumento nelle vendite intra-UE. Segnali negativi vengono dagli indicatori qualitativi, con gli ordini esteri del PMI manifatturiero sotto la soglia di 50 in ottobre, per la prima volta in quasi 6 anni.

Prosegue, moderata, la crescita degli investimenti.

La dinamica dei consumi appare fiacca nel 4° trimestre, come nei mesi estivi. Peggiorano le aspettative sui bilanci familiari preludendo a prudenza nella spesa. Inoltre, l’occupazione nel 3° trimestre è rimasta piatta, di pari passo con il PIL. La disoccupazione è scesa al 10,0% (da 10,6%), ma per la contrazione della forza lavoro.

Negli USA, nel 3° trimestre si conferma l’attesa di forte espansione del PIL (+3,5% annualizzato). Le elezioni di mid-term hanno assegnato una delle due camere del Congresso ai Democratici, cambiando gli equilibri politici interni: l’attesa degli analisti è di un possibile ammorbidimento delle posizioni sulla politica commerciale e di un grande piano infrastrutturale entro fine legislatura.

La FED è attesa alzare i tassi al 2,5% a dicembre (78% la probabilità secondo i mercati).

Le sanzioni USA contribuiscono a rallentare l’economia cinese, nonostante le politiche di stimolo domestiche. In Brasile la fiducia degli imprenditori risale dopo l’elezione del presidente Bolsonaro. L’economia russa accelera, trainata da domanda interna ed export, l’occupazione sale a ritmi elevati. L’India chiude il 2018 ad un ritmo sopra l’atteso.

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