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Controllo del lavoratore: agenzia investigativa solo in caso di illeciti

Con sentenza n. 15094/2018, la Corte di Cassazione ha affermato che l’attività investigativa operata con soggetti esterni da una impresa nei confronti del proprio personale è legittima soltanto se promossa sul presupposto dell’esistenza di un atto illecito già compiuto o in corso.

Tale attività non deve sconfinare in un controllo “nascosto” sull’attività lavorativa.

Gli artt. 2 e 3 dello Statuto dei lavoratori delimitano, a tutela della libertà e dignità del lavoratore, la sfera di intervento di persone preposte dal datore di lavoro a difesa dei propri interessi, rispettivamente la tutela del patrimonio aziendale (art. 2) e la vigilanza dell’attività lavorativa (art. 3).

Non è escluso il potere dell’imprenditore di ricorrere alla collaborazione di soggetti diversi dalla guardie particolari giurate, come gli investigatori privati, per la tutela del patrimonio aziendale e per il controllo dell’adempimento delle prestazioni lavorative ai sensi degli artt. 2086 e 2104 c.c., potendo il controllo delle guardie particolari giurate o di altri soggetti estendere all’adempimento e all’inadempimento dell’obbligazione contrattuale del lavoratore, purché tale attività di controllo sia limitata agli atti illeciti del lavoratore non riconducibili al mero inadempimento dell’obbligazione.

Invero, il datore di lavoro può decidere autonomamente come e quando compiere il controllo, anche occulto, essendo il prestatore d’opera tenuto ad operare diligentemente per tutto il corso del rapporto di lavoro3. Invece, è posto il divieto di controllo occulto sull’attività lavorativa, anche nel caso di prestazioni lavorative svolte al di fuori dei locali aziendali, demandato all’agenzia investigativa, risultando un tale tipo di controllo legittimo solo quando, anche se espletato al di fuori dell’orario di lavoro, non abbia ad oggetto l’adempimento della prestazione lavorativa stricto sensu inteso, bensì attività concorrenziali o altrimenti fraudolente ovvero che possano configurare ipotesi penalmente rilevanti.

Per cui le agenzie investigative per operare lecitamente non devono sconfinare nella vigilanza dell’attività lavorativa vera e propria, riservata dall’art. 3 dello Statuto direttamente al datore di lavoro e ai suoi collaboratori, restando giustificato l’intervento in questione solo per l’avvenuta perpetrazione di illeciti o per l’esigenza di verificarne il contenuto, in presenza di un sospetto o anche solo di una mera ipotesi che siano in corso di esecuzione atti illeciti.

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