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Credito d’imposta R&S 2015-2020: nuove indicazioni da MISE ed Agenzia delle Entrate

Il bonus R&S, istituito con la Legge di Stabilità 2015 e potenziato dalla Legge di Bilancio 2017, agevola le spese di R&S 2015 – 2020. L’incentivo consiste in un credito d’imposta calcolato sul valore incrementale delle spese di ricerca e sviluppo registrate in ciascuno dei periodi d’imposta 2015 – 2020 di vigenza dell’agevolazione per cui si intende beneficiare dell’agevolazione rispetto alla media annuale delle medesime spese nel triennio 2012-2014.

In virtù della Legge di Bilancio 2017, da quest’anno viene quadruplicato da 5 a 20 milioni di euro l’importo massimo annuale del credito che ciascun beneficiario può maturare, l’aliquota agevolativa applicabile al valore incrementale degli investimenti in R&S aumenta al 50% e diventa unica per tutti i tipi di spese ammissibili.
Negli ultimi giorni sia il Ministero dello Sviluppo Economico sia Agenzia delle Entrate sono intervenuti a fornire chiarimenti e delucidazioni in merito all’individuazione delle attività di R&S agevolabili e all’ammissibilità di alcune tipologie di investimenti, tra questi:
– Costi relativi a personale non altamente qualificato, che svolge la propria attività in totale autonomia di mezzi e organizzazione
– Costi per personale altamente qualificato assunto con contratto di apprendistato

Come precisato nella risoluzione 122/E non può escludersi a priori che anche per il personale non altamente qualificato operante in totale autonomia di mezzi e di organizzazione, così come per quello altamente qualificato, possano sussistere circostanze tali da ricondurre i relativi costi a quelli attinenti alla ricerca commissionata agevolabile al 50%. Se il contribuente non è in grado di provare l’esistenza di un contratto di ricerca deve prudenzialmente considerare la spesa eleggibile quale “competenza tecnica” agevolabile al 25% sino al 2016 e al 50% dall’esercizio successivo piuttosto che come “ricerca commissionata”.

La circostanza che il contratto di apprendistato sia anche di tipo formativo non esclude che il personale impiegato con detta tipologia contrattuale possa apportare le proprie conoscenze e competenze tecnico-scientifiche all’attività di ricerca e sviluppo. Conseguentemente, la risoluzione 122/E ha confermato che il costo relativo al personale altamente qualificato assunto con contratto di apprendistato, nella misura in cui l’apporto fornito da detto personale sia direttamente connesso allo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo agevolabili, può rientrare all’interno dei costi di personale ammissibili al credito d’imposta agevolabili al 50%.

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