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Da tempo pieno a part-time: necessario accordo scritto

Il datore non può mettere a part-time il dipendente senza il suo consenso scritto: sarebbe altrimenti una modifica unilaterale del contratto di lavoro. Questo quanto è stato sancito dalla Corte di Cassazione con sentenza n° 1375/2018 del 19.01.2018 in merito alla variazione del monte ore pattuito.

La trasformazione di un contratto di lavoro da full-time a part-time è ammessa solo se l’accordo tra le parti viene stipulato per iscritto.

Dal 1° gennaio 2012 non è più necessaria la convalida della direzione provinciale competente per territorio. La cassazione l’ha ribadito, tale variazione non può avvenire a seguito di una determinazione unilaterale.

La variazione, in aumento o in diminuzione del monte ore pattuito è una modifica del contratto di lavoro inizialmente concordato che necessita di una rinnovata manifestazione di volontà. Tale volontà non può essere desunta da un semplice comportamento concludente delle parti, come ad esempio dal fatto che inizialmente il lavoratore si sia recato sul posto e abbia iniziato a svolgere le mansioni secondo il nuovo orario. Inoltre, il rifiuto da parte del lavoratore alla trasformazione del rapporto non può costituire in nessun caso giustificato motivo di licenziamento.

Nell’ipotesi di modifica del rapporto di lavoro da full time a part-time la riduzione della quantità (cioè dell’orario) del lavoro prestato determina una proporzionale riduzione della retribuzione complessiva in tutte le sue componenti, compresi gli scatti di anzianità.

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