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Fruizione congedo ex art. 42, comma 5, D.Lvo 151/2001 e licenziamento

Con sentenza n. 29062 del 5 dicembre 2017, la Corte di Cassazione ha dichiarato la illegittimità di un licenziamento adottato da un datore di lavoro che, a mezzo dei servizi investigativi, aveva accertato che un lavoratore che fruiva del congedo straordinario retribuito ex art. 42, comma 5, del D.L.vo n. 151/2001, durante il giorno accudiva ai propri interessi.

La Suprema Corte ha affermato, a fronte delle giustificazioni addotte dal dipendente, che non c’è alcun obbligo di fornire assistenza al parente malato 24 ore al giorno, avendo lo stesso dichiarato che la stessa era fornita nelle ore notturne. I giudici hanno confermato la illegittimità del licenziamento come decisa nel merito dalla Corte di Appello dell’Aquila ritenendo provata sia la convivenza (il lavoratore aveva cambiato domicilio) che l’assistenza: tale decisione risulta supportata anche dalla certificazione medica che dichiarava la necessità dell’assistenza anche nelle ore notturne.

Hanno titolo a fruire del congedo straordinario i lavoratori dipendenti secondo il seguente ordine di priorità, che degrada solo in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti dei primi (circ. n. 32/2012 e circ. n. 159/2013):

1. il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente della persona disabile in situazione di gravità;
2. il padre o la madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente o della parte dell’unione civile convivente;
3. uno dei figli conviventi della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti. Si precisa, al riguardo, che la possibilità di concedere il beneficio ai figli conviventi si verifica nel caso in cui tutti i soggetti menzionati (coniuge convivente, parte dell’unione civile convivente ed entrambi i genitori) si trovino in una delle descritte situazioni (mancanza, decesso, patologie invalidanti);
4. uno dei fratelli o sorelle conviventi della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori ed i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
5. un parente/affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli/sorelle conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

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