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Litigi tra colleghi: trasferimento e licenziamento


È legittimo il trasferimento del dipendente dovuto ai continui litigi con un collega d’ufficio, perché il conflitto crea disfunzione dell’unità produttiva, questo quanto enunciato dalla Cassazione.
E’ il principio enunciato dalla Cassazione, con l’ordinanza n. 27226/2018 Sezione lavoro. In questo caso infatti le ragioni del trasferimento sono riconducibili allo stato di disorganizzazione e disfunzione dell’unità produttiva, riferibili come tali alle esigenze tecniche, organizzative e produttive previste dall’art. 2103 C.C, non a finalità punitive e disciplinari.

La Corte di Cassazione ha di recente pronunciato una sentenza (Cass. Civ. Sez. Lavoro, Sent., 19458 del 20.07.2018) anche in merito al licenziamento legittimo in caso di litigio tra colleghi sfociato in aggressione.

All’esito del giudizio, i Giudici hanno anzitutto ritenuto provati i fatti. In particolare, si sono basati su una testimonianza di un terzo collega che aveva assistito ai fatti ed aveva confermato che in azienda si era verificato il litigio tra colleghi sfociato nell’aggressione fisica da parte di uno in danno dell’altra.

Ciò posto, i Giudici hanno poi valutato se il comportamento addebitato al dipendente aggressore fosse grave al punto tale da giustificare la decisione del licenziamento da parte dell’azienda.La soluzione è stata positiva.

I Giudici hanno evidenziato che il dipendente, con la condotta tenuta, ha mostrato una incapacità di autocontrollo a fronte dell’ambiente lavorativo in cui si trovava, nei confronti della collega, aggravato dal fatto che la situazione fosse stata scatenata da futili motivi. Ciò ha giustificato il venir meno della fiducia da parte del datore di lavoro sulle future prestazioni lavorative.

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